Illustrazione realizzata da Federica Fabbian

Giu 22, 2020 | 0 commenti

Caos familiare

“#Io resto a casa”, questo è l’ordine! E fuori è subito silenzio, ma dentro rimane un grande caos.

 

Ci siamo tutti: io, mio marito, quattro figli e una gatta. A scandire il tempo le attività della DAD e gli impegni dello SW. I due si sono fatti compagni di viaggio diventando invadenti e prepotenti, ma anche… comodi. Posso dirlo, vero?

Eccoci “agglomerati” in uno stesso spazio condividendo i diversi dispositivi, attendendo il pranzo dove intorno ad un tavolo ci si racconta quello che, virtualmente, abbiamo fatto qualche metro più in là.

Un caos i pomeriggi, quando ognuno attende il link per connettersi con la squadra o per l’allenamento di danza.

Un caos la sera, quando il divano ospita sei persone alla ricerca di un film dal bollino verde.

Ed ora che è tempo di “nanna”, guardando fuori dalla finestra apprezzo l’ordine e con rispetto cerco di condividere il silenzio di chi non ha fiato per urlare,  ma dentro la mia finestra non posso che amare questo caos che sa di famiglia. 

 

Forse, è la prima volta che ci rendiamo davvero conto di cosa significhi “famiglia”. Significa costanza. Significa esserci quando tutti gli altri se ne sono andati. Significa amore puro e incondizionato ma, soprattutto, discreto. Significa condividere, anche quando è difficile. Significa conoscere tutto, anche i difetti, e rimanere sempre. Forse, significa anche un po’ di caos, ma quel caos buono che riesce a strapparti un sorriso nonostante tutto.

Racconto Elisa

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