Illustrazione realizzata da Giuseppina Russo

Apr 12, 2020 | 0 commenti

Come una stupida

Resto in casa e attendo che tutto questo passi. Nel frattempo cerco di affrontare le mie paure e cerco di stare tranquilla, anche se non è facile quando soffri di attacchi di panico. Soprattutto se consideri la situazione che c’è la fuori. 

Cerco di guardare poco il tg e di leggere poche news; mi basta sapere che Milano è deserta e che sembra di essere a Pyongyang. Quando provo a dimenticarmelo, capita che mi affacci alla finestra per fumare una sigaretta e che veda Corso Lodi irriconoscibile e con pochissime automobili.In quel momento comincio ad avvertire la sensazione di paura pungere all’altezza del petto. Penso a quanto mi possa sentire sola, a quanto possa essere effettivamente sola, considerando che la mia famiglia vive a oltre mille chilometri di distanza.

In questi giorni senza lavoro, mi metto a provare il copione per lo spettacolo che sarebbe dovuto andare in scena a metà marzo e che è stato rinviato come tutto quello che non viene considerato di prima necessità.

Penso a quando si farà lo spettacolo, a quando potrò tornare sul palco che risulta essere terapeutico per i miei attacchi. Penso ai danni che potrebbe arrecare questa situazione al mondo della cultura, dei cinema e dei teatri, e a come la città potrebbe cambiare dopo la quarantena. 

Poi mi viene da pensare a quando possa finire. Ogni giorno che mi alzo, mi auguro il prima possibile. Come una stupida, mi affaccio alla finestra e mi metto a contare le auto che passano, sperando che siano più del solito, o che magari sia già finita, e che si sia trattato soltanto di un brutto sogno.

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