Illustrazione realizzata da Roberto Hikimi Blefari

Apr 17, 2020 | 0 commenti

Compagna di una vita

Come tanti altri durante questi giorni Maddalena spesso si appoggia al davanzale del suo appartamento e lascia che il suo sguardo perlustri le strade della sua città deserta. La sua solitudine non è alleviata da un’altra presenza umana: da tempo le figlie sono lontane, e il marito l’ha lasciata pochi anni fa. Da allora il tempo sembra non trascorrere mai, e le giornate si assomigliano tutte. La quarantena ha privato Maddalena dell’ultima libertà che possedeva, ma la sua vita ha perso gran parte del proprio significato molto tempo fa. È stato il dolore per la morte del marito a convincerla a vendere la villa di campagna in cui abitava prima per trasferirsi nell’appartamento in centro città: quelle stanze ampie circondate dai campi erano troppo gremite di ricordi perché lei potesse elaborare il lutto. Ha nascosto tutto ciò che potrebbe ricordarle i momenti felici trascorsi in compagnia del marito, tranne la sua Alo.
Ad alcuni il suo attaccamento verso quella pianta (un’Alocasia, da cui il soprannome Alo) appare ridicolo, ma per Maddalena le sue foglie verdi sono state una presenza costante e rassicurante che è durata per tutta la vita. Era una ragazza quando le venne regalata dal futuro marito: da allora l’ha sempre accudita con cura, trapiantandola quando necessario, recidendo le parti che rischiavano di danneggiarla, portandola con sé ad ogni trasloco. Ogni volta che Alo si ammalava o avvizziva, Maddalena ne tagliava qualche foglia per piantarla in un nuovo vaso, dando inizio ad una nuova vita dal meglio di quella precedente. È così che Alo e Maddalena sono rimaste insieme per tanti anni, crescendo e maturando insieme.

Questa quarantena è servito a Maddalena per convincersi a fare ciò che avrebbe dovuto compiere già da tanto tempo: terminata la quarantena, chiamerà le nipoti e racconterà loro la storia sua e di Alo, che presto si arricchirà di nuove protagoniste.

 

Ultimi articoli

Leggi con noi

Micrologo

Tutte le mattine mi siedo al mio tavolo di lavoro, lo studio si trova all’ultimo piano e dalle alte finestre, oltre al cielo e alla chioma degli alberi, si vede un elegante edificio arricchito da un bugnato liscio che confina con un’anonima facciata cieca. 

leggi tutto

Il colore del vento

Tutte le mattine mi siedo al mio tavolo di lavoro, lo studio si trova all’ultimo piano e dalle alte finestre, oltre al cielo e alla chioma degli alberi, si vede un elegante edificio arricchito da un bugnato liscio che confina con un’anonima facciata cieca. 

leggi tutto

Seguici

Aiutaci a spargere la voce... Aiutaci a condividere quest'idea...
Aiutaci ad accendere altre finestre.

News

Iscriviti alla nostra newsletter

Ti terremo aggiornato su racconti e novità non perdertela !

Pin It on Pinterest

Share This