Illustrazione realizzata da Serena Gianoli 

Apr 11, 2020 | 0 commenti

Il vecchio astronomo

Il momento di queste giornate di quarantena che preferisco è la sera, quando anche gli ultimi rimasugli di luce scompaiono cancellati dal buio e il silenzio che ormai domina le strade si rivela più intensamente di prima. All’inizio mal tolleravo questa coltre che sembra quasi voler soffocare la primavera che sta germogliando, questa cappa che rende ancora più profondo il nostro isolamento. Di sera l’assenza di rumore, di grida, di risa, di canti provocava un contrasto ancora più stridente con i ricordi delle serate trascorse con gli amici, di quei momenti che ora appaiono così lontani e irraggiungibili.
Per caso qualche giorno fa ho ritrovato nel vecchio studio di mio zio alcuni suoi libri, e l’occhio mi è caduto su di una raccolta di poesie. Poesie? Da quanto ne sapevo io, zio Luca non si era mai appassionato ad alcun tipo di letteratura se non quella che riguardava il suo lavoro e più grande passione: l’astronomia. Sfogliando il volume, in lingua originale, ho faticato a comprendere perché fosse amato da mio zio finché non ho trovato l’unica citazione evidenziata in tutto il libro:

Though my soul may set in darkness, it will rise in perfect light;
I have loved the stars too truly to be fearful of the night.

I versi fanno parte di una poesia di Sarah Williams, The Old Astronomer, riguardante un anziano astronomo che trasmette il proprio testamento morale all’allievo. Leggendolo ho finalmente capito perché mio zio amasse quelle parole che meglio di lui riuscivano ad esprimere l’amore verso la scienza che adorava.
Nei giorni seguenti ho continuato a bazzicare per la libreria dello zio, appassionandomi più di quanto credessi possibile a ciò che anche lui aveva amato.

Ora trascorro ore e ore chino su quei testi e sulle sfavillanti illustrazioni che mostrano gli angoli più affascinanti dell’universo. La sera, sfrutto il silenzio per accostarmi alla finestra e guardare per un po’ il cielo e pensare alla sua bellezza e a tutte le meraviglie che ancora ha da mostrare: polveri scintillanti, stelle enormi, galassie variopinte e vortici galattici… sono queste le immagini a cui penso prima di addormentarmi, sempre tenendo a mente la citazione dalla poesia: la notte è lunga, tetra, e la si teme, ma ciò che ci aspetta è troppo grande e luminoso perché possiamo rinunciarci. 

NDR: La citazione è tratta dalla poesia di Sarah Williams The Old Astronomer, dall’opera Twilight Hours: A Legacy of Verse.

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