In attesa di Tobia

Il mio nome è Carlotta e sono mamma di Achille, di tre anni, di Rachele, che ne ha due, e di Tobia, che è ancora nel pancione e che nascerà a giorni. Poi c’è mio marito, Alberto.
La nostra “quarantena” è iniziata con la chiusura delle scuole e la maternità anticipata per la situazione. Anche Alberto è sempre a casa con noi. E, a supportarci per l’imminente arrivo di Tobia, sono arrivate anche la nonna e la zia.
Stiamo vivendo una quotidianità molto quotidiana, mai vissuta prima.
Le donne di casa cucinano molto: torte, biscotti, pane, focacce, pizze e, da buone emiliane, ci scappano anche qualche lasagna e pasta fresca.
Il papà vive il suo regno come mai prima d’ora: il garage. Sta svolgendo tutti i lavoretti in casa lasciati accantonati in precedenza e sta costruendo un acquario, un orto e un aliante.
Siamo fortunati ad avere una casa grande e un bel giardino; questo ci aiuta anche a intrattenere i bimbi che, come tutti, hanno visto cambiare la vita da un giorno all’altro.
Con loro svolgiamo attività semplici ma cerchiamo di coinvolgerli con la pittura, la pasta di sale, i disegni, i travasi,il giardinaggio e lavoretti vari; anche se le più grandi passioni di Achille restano i giochi con la palla (calcio, basket, tennis, ecc…) e la bicicletta, mentre quelle di Rachele sono la danza, il canto e l’aiuto in cucina nella preparazione delle varie ricette.

Una nuova abitudine è quella di far volare ogni sera una lanterna cinese con un messaggio. Non sappiano dove e da chi volerà ma ci sembra un messaggio di speranza. Così come la bandiera dell’Italia che abbiamo appeso al nostro cancello. Un’appartenenza che oggi è più simile all’abbraccio che tanto ci manca.
Questa quarantena ci ha portato a cambiare molte abitudini e ci domandiamo se ne usciremo anche cambiati come persone. Ad oggi ci stiamo accorgendo che la convivenza stretta e serrata ci obbliga a scoprirci di più (a volte anche a sopportarci) ma è comunque una condizione di scoperta di sé e degli altri.
Oggi l’attesa più grande è per l’arrivo di Tobia. Questa ci trova a vivere sentimenti contrastanti: gioia e paura allo stesso tempo. Ogni arrivo di nostro figlio è stato diverso e oggi, per Tobia, ancora una volta si realizza questa nuova diversità.
Cosa succederà quando tutto tornerà come prima? E sarà tutto come prima? Saremo tutti quanti come prima?
Noi questo non lo sappiamo ma possiamo dire che siamo carichi di speranza e di attesa, la stessa attesa che ci accompagna per l’attivo del nostro piccolo Tobia.

Grazie per averci letto con pazienza.
Carlotta, Alberto, Achille, Rachele e Tobia.

Racconto ispirato alla storia di Carlotta R.

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