La ghirlanda del torrazzo

L’altra sera ho visto Cremona scendere in piazza. Una cosa strana in questi tempi di quarantena e reclusione. C’erano tutti, anziani, adulti, bambini e i cani che scodinzolavano. Gli abitanti del centro come quelli della periferia.
Nonostante non ci si possa aggregare, noi di Cremona lo abbiamo fatto senza violare alcuna ordinanza. Nonostante la nostra città, come tutta la nostra zona, sia una delle più colpite dal virus. Perché sentivamo il bisogno di abbracciarci, di stare insieme e tornare a condividere qualcosa che fosse bello ed emozionante.
Così ci siamo radunati tutti quanti, alle finestre così come ai balconi, per osservare la ghirlanda del Torrazzo, la nostra splendida torre campanaria, illuminata con i colori della bandiera italiana.
Ci siamo lasciati incantare mentre una meravigliosa luna passava in secondo piano, e ci siamo sentiti cittadini, ci siamo sentiti più forti, a dispetto delle notizie nefaste e dei tanti giorni di isolamento.

Illustrazione creata da Paolo Mazzini

Dal centro alla periferia, da chi poteva scorgere la torre ad occhio nudo, a chi, abitando più lontano, era costretto a godere dell’evento dallo schermo di uno smartphone, siamo tornati ad essere una cosa sola, come se tutto fosse finito e avessimo già vinto; perché sappiamo bene che non cederemo mai, che torneremo presto a passeggiare e a salutarci, magari durante una tranquilla domenica mattina, sotto al Torrazzo, il simbolo della nostra stupenda città.

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