Illustrazione realizzata da Silvia Rossini 

Giu 10, 2020 | 0 commenti

La nuova Olimpia

Ciao a tutti!
Mi chiamo Olimpia e la mia quarantena è iniziata la mattina del 6 marzo.
Vivo e lavoro a Padova, mentre la mia famiglia è di Verona. Quella mattina ho ricevuto la chiamata di mia madre che mi diceva: “Lou non ce la fa più”.
Lou era il nostro cane, il mio migliore amico, la mia forza, la mia gioia.
Un tumore se lo stava divorando lentamente.
Ho preso un treno, ho scritto tutto quello che provavo sulle note del telefono. Ne è uscito un racconto (sul mio blog) che non riesco a rileggere per il dolore lancinante che mi provoca.
Ho baciato mio padre al binario, ho abbracciato mia madre sulla porta.
Ho stretto Lou a me e ho scelto di amarlo sopra ogni cosa.
Si è addormentato nel bagagliaio della nostra amata panda bianca. Una puntura me lo ha portato via.
La notte del 6 marzo è iniziato il lockdown a Padova.
Io sono rimasta bloccata a Verona con solo il mio Kanken nero e il cuore vuoto.

Mi sembra di averlo perduto e di non sapere dov’è. E se mi sta cercando? Sento di aver messo in pausa la mia vita, il mio addio, la mia felicità.

Sento che questi ventotto anni che mi porto dietro, sono diventati cinque quando stringendo quella la zampa nera ho detto “buonanotte”.

Sento che non voglio abituarmi a vivere senza di lui, sento che questo vuoto in pausa mi fa schifo.
Mi sento un po’ vuota. Devo ancora conoscere del tutto questa nuova Olimpia, per ora non mi fa impazzire ma proverò a darle una seconda possibilità.

Racconto di Olimpia

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