Illustrazione realizzata da Federica Fabbian

Apr 30, 2020 | 0 commenti

La vita in slow motion

Quando ho saputo della quarantena è come se qualcuno avesse messo in slow motion la mia vita che, da lì a poco, sarebbe stata completamente diversa. Sarebbe stato il mio ultimo mese di lavoro nel mio ufficio (mi occupo di UI/UX Design), che è stata praticamente la mia seconda casa per 5 anni. 

Non ho potuto viverlo davvero, considerando che l’ho vissuto in smart working e questo ha fatto sì che non ci sia stato un vero e proprio addio. Non ho potuto salutare fisicamente nessuno ed è stato strano (anche se da una parte forse è stato meglio così) ed è come se mi fosse mancato qualcosa.

 

Mi sono detta che stare a casa in questa fase sarebbe stato un bene, che avrebbe alleggerito la tensione di quei giorni di grande cambiamento. Da lì a poco, infatti, ho iniziato il mio nuovo lavoro in un altro ufficio e, anche se da casa, tutto è cambiato davvero.

Passo le mie giornate totalmente immersa in questo nuovo lavoro, sono piena di stimoli nuovi e voglio fare del mio meglio. A volte però, la testa va al mio ragazzo, che mi manca moltissimo e che non posso abbracciare, ai miei amici e alla mia famiglia. Nonostante questo, vivo con le mie coinquiline e ci facciamo compagnia, ci facciamo e forza a vicenda e, anche se ci manca la nostra normalità, stiamo rafforzando il rapporto che c’è fra di noi. Abbiamo creato delle nuove abitudini, come l’aperitivo del venerdì, la pizza del sabato o la lasagna della domenica, mangiata insieme sul balcone. Si tratta di piacevoli abitudini che ci fanno sorridere un po’ e apprezzare il tempo insieme. 

Anche con il mio ragazzo sono più serena; è una persona introversa e sto comprendendo, finalmente, di non avere più dubbi riguardo al nostro rapporto. Sto cominciando a fidarmi di lui, accettandolo così com’è, anzi, apprezzandolo sempre di più. La prima cosa che farò quando la quarantena sarà finita, sarà di correre da lui con due birre e abbracciarlo fortissimo. 

Ammetto di aver paura che possa succedere qualcosa alla mia famiglia e che le tante storie che sento possano toccare i miei cari. Mi sforzo di non pensarci perchè, finchè li vedo sorridere in quello schermo del telefono, mi godo la loro costante presenza e mi ripeto che non c’è motivo di preoccuparsi.

Non saprei scegliere un ricordo di questa quarantena, visto che, in un certo senso, tutti i giorni sono molto simili, ma credo che ci sia della bellezza in questa routine lenta. Mi sveglio, mi lavo, mi metto al lavoro, due chiacchiere a pranzo, poi di nuovo al lavoro. Alla sera la telefonata a mia mamma, al mio ragazzo e i messaggi con le amiche. Anche se non sono presenti fisicamente, sono sempre tutti qui.

Ho riacquistato consapevolezza di ciò che mi serve per essere felice, che nella fretta e nel caos quotidiano davo per scontato, e mi sento di nuovo innamorata del mio lavoro, e per quanto possa sembrare brutto dirlo in queste circostanze, penso che la quarantena mi sia stata molto utile.

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