Illustrazione realizzata da Alessandra Moscatelli

Giu 11, 2020 | 0 commenti

L’albero della vita

Dalla mia finestra si vede il più grande albero del nostro giardino. Era piccolino quando lo abbiamo piantato, poi è cresciuto, insieme a me, un pò alla volta: ha visto i giochi dell’infanzia, i sogni dell’adolescenza trasformarsi in progetti nella giovinezza, gli amori sospirati, i traguardi raggiunti, le attese disilluse. Ora i suoi rami occupano tutto il campo visivo, ospitano uccellini di passaggio e gatti curiosi. Quando la quarantena è cominciata era inverno, aveva i rami spogli ma con il trascorrere dei giorni sono comparsi dei germogli, che poi sono diventati fiori. Ora, i fiori rosa pallido diventano sempre più numerosi e lasciano cadere una pioggia di petali sul terreno fino a farlo sembrare un soffice tappeto di zucchero filato.
Ho passato tante giornate della quarantena a gustarmi una pausa dalla frenesia della routine con vista privilegiata su questa nuvola rosa. I petali sono così chiari che cambiano colore a seconda delle ore del giorno, offrendo sempre nuovi spettacoli.
Non sono stata l’unica a subire il fascino dell’albero: mi deliziava lo stupore di mia sorella nel vedere una così sconfinata vista quando metteva la testa dentro alla mia camera per chiamarmi, o cogliere mia mamma affacciata alla finestra aperta, nonostante l’aria fredda di marzo, ad ammirare questa magia e a rievocare alla mente chissà quali immagini lontane nel tempo e nello spazio…ai suoi giorni da ragazza, alla sua mamma che non può vedere perché è troppo distante. E con profondo rispetto socchiudevo piano la porta e la lasciavo sola con i suoi ricordi.
Le ore di riposo sono volate via come i petali scossi dal vento, come i pensieri cresciuti con loro. Ora, quelle volte in cui sollevo distratta lo sguardo dallo schermo del pc, nuovo compagno della quotidianità, vedo dalla mia finestra tante foglie verdi, che mi fanno sperare in una ripresa normale: a volte riposano placide e beate al sole che non è mai stato così caldo come in questa primavera, altre volte tremolano all’aria, come se le assalisse un’inspiegabile paura del dopo, altre ancora sono bagnate dalla pioggia, come dalle lacrime versate per ogni abbraccio non dato.
Quante stagioni ho visto scorrere davanti a questa finestra! Le stagioni si ripetono, con l’alternarsi di fiori e foglie sui rami di quest’albero, eppure ogni volta mi incantano come se le vedessi per la prima volta perché le guardo con occhi diversi, ogni anno che passa.
La fase due ha portato con sé nuovi scenari che spaziano oltre quella finestra, ma io vi ritorno volentieri perché posso spalancarla sulla mia anima e sulla mia storia, specialmente durante questo tempo sospeso.

Racconto di Giulia

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