Illustrazione realizzata da Breda Del rosso

Giu 24, 2020 | 0 commenti

Micrologo

Noi siamo piccoli, anzi piccolissimi, si potrebbe dire persino insignifcanti, al punto che non tutti sono concordi nel dire che viviamo.ˋ E quasi ironico. Fino a poco tempo fa eravamo pressoché sconosciuti, anzi neanche esistevamo così come siamo oggi, poi d’un tratto qualche astruso rimescolamento di nucleotidi e ora siamo ovunque e sulla bocca di tutti. Ci hanno anche dato un nome, complesso, quasi regale, a noi, microscopici ammassi proteici, a noi che neanche possiamo vantare la doppia elica di cui si fregiano i viventi. Ora tutti ci chiamano “il nemico invisibile” e pretendono combattere una guerra che noi gli avremmo dichiarato. Non comprendo, non mi spiego come si possa pensare che noi, involto di molecole, possiamo con ambasciatori e alabardieri dichiarare guerra a chicchessia, che noi con precisi intenti combattiamo contro quest’altra specie, noi che nella nostra basilarità conosciamo un’unica forma di percezione: se siamo fortunati riconosciamo una proteina di membrana e possiamo penetrare in una cellula per eseguire il nostro ciclo a quanto pare non vitale.
Ancora sfugge agli umani questo concetto, che il caso gli ha accordato un inestimabile privilegio, quello della scelta. Gli umani si scannano tra loro da millenni, senza sosta, inventano modi sempre più sofsticati per farlo, loro sì per scelta. Noi, meschini, non ci nutriamo, non sappiamo fare reazioni, né produrre scarti, neanche riprodurci senza l’ausilio di una cellula da infettare, non abbiamo certo coscienza di noi, non l’onore di poter discriminare il bene dal male, ma schiavi obbediamo alle cieche leggi della chimica.
Ora gli umani vedono i loro fratelli morire e hanno paura e si fgurano spiriti invisibili e malvagi mandati dalle forze infernali a combattere una strana guerra inter specie. Non sanno quanto a noi farebbe comodo che loro campassero con noi fccati in corpo, come fanno con tante creaturine, prospereremmo contenti e indisturbati, neanche si accorgerebbero della nostra presenza.
Ma noi non decidiamo, non abbiamo voce in capitolo, è il caso a sballottarci verso il nostro destino, noi, microscopici agglomerati di frammenti mondani, noi semplicemente esistiamo.

Racconto Elisa

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