Illustrazione realizzata da Alessandra Loreti

Apr 15, 2020 | 0 commenti

Musica

Il suono si propaga nell’aria alla velocità di 340 metri al secondo, circa un milione di volte più lento della luce. 

Ci sono persone a cui il silenzio fa paura. Per Anna non era un problema. Non avendo mai sentito un suono non poteva sapere cosa fosse il silenzio. Lei ascoltava guardando. Guardava le labbra veloci ballare, le smorfie celate o disegnate, i gesti nascosti e le piccole reazioni del corpo. 

E poi aveva Marco. Le faceva posare le mani sulla cassa della chitarra.
Le vibrazioni dalle corde che si espandevano nel legno le scuotevano il ventre. Una sensazione indescrivibile. Un fremito nuovo che trasformava i suoni a lei sconosciute, in emozioni. Tira il suo modo di ascoltare la musica. Arrivò il vuoto. Costretta in casa, da sola, era come vivere al buio. 

Non bastavano più i sottotitoli, che leggeva per diletto in tutte le lingue del mondo o i gesti di mille interpreti diverse, al fianco di tutti i primi ministri dell’intero globo. 

Senza Marco quel vuoto era amplificato all’ennesima potenza. Non c’era più musica. 

Fu la finestra a salvarla. E la luce che viaggia più veloce del suono. Marco da qualche sera cantava e suonava per il quartiere. Le sue corde vibravano e giungevano alle orecchie delle vecchine del primo piano. 

I bambini lo accompagnavano ballando sui balconi. Il vento veicolava la sua musica portandola nelle case di tutto il vicinato, qualche volta in ritardo o alterandone il tono. Entrava nelle finestre aperte, solcava le siepi e i giardini, attraversava le strade vuote. Anna non poteva sentirlo. 

Ma c’era il vento a portare sul suo viso le carezze di Marco. Capì al primo sguardo che il movimento della mano sinistra sul legno della tastiera era l’annuncio che stava per suonare la loro canzone, di cui conosceva tutte le parole a memoria senza averle mai pronunciate. E cantò. Lasciò andare le labbra in parole che non sapeva pronunciare. Non ci fu alcun suono ma Marco vide Anna e la distanza si azzerò. Erano vicini seppur lontani, erano insieme. 

Oltre il suono e oltre la distanza.

Racconto di  Salvatore Improta

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