Illustrazione realizzata da Maria Marega

Mag 2, 2020 | 0 commenti

Ossigeno della mia vita

Dalla finestra vedo le mie montagne, il Monte Rosa luminoso in giornate azzurre che, se fossero normali sarei lassù, e in tramonti violacei e rossi che lo trasformano in una corona blu. Quelle punte avvolte dal pensiero che chissà quando potrò tornare a viaggiare, non solo sulle mie montagne ma anche nei luoghi più belli e avventurosi del mondo. Sventolano al vento le bandierine della preghiera tibetane.
L’unico modo per sentirmi in viaggio, augurarmi che l’ultimo in Nepal non sia stato l’ultimo, e tornare ad esplorare questo straordinario pianeta, fatto di gente e colori.

Gente che ora si è chiusa nelle proprie paure e nelle paure degli altri. L’angoscia che mi assale oggi è che tutto rimarrà inutile, che torneranno i ritmi inumani, che la normalità che stiamo cercando sarà peggio di quella in cui eravamo immersi prima.
Che dimenticheremo quanto sia prezioso il tempo, la natura, il silenzio e il rumore del vento. Quanto sarà bello stringersi le mani e salutarsi sui sentieri, parlare con uno sconosciuto, accettare un sorriso, e ricambiare gratuitamente. Dalla finestra vedo i tramonti e le albe, e una natura e una primavera che pare indifferente alle pene umane, e che anzi sia rinvigorita dalla nostra assenza. Sono convinto invece che per quanto non siamo in grado di proteggerla e rispettarla, essa ci perdona sempre, e ha bisogno delle nostre lusinghe quando ci accorgiamo di quanto ci manca. La mia finestra è sempre aperta, perché il mondo che si muove là fuori è l’ossigeno della mia vita, e ogni colore e raggio di luce che entra è un respiro. Quando ci sarà permesso di abbracciarci di nuovo, non servirà null’altro che il tempo, un paio di scarponi e uno zaino in spalla già pieno di ricordi e di progetti.

Racconto di Andrea

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