Illustrazione realizzata da Davide Reggiani

Mar 24, 2020 | 0 commenti

Più vicini

Cos’è, quindi, la quarantena?
È imposizione.
È cielo azzurro precluso a chi lo guarda dalla finestra di casa.
Per questa famiglia, è soprattutto uno stare insieme costante, continuo, che trascorre più o meno velocemente a seconda dei momenti.
È profumo di pane appena uscito dal forno, intreccio di mani che si sfiorano appena mentre cucinano.
È il borbottio costante di una lavatrice, è il colore dei panni stesi al sole sul terrazzo.
È scoprirsi di nuovo in una pausa imposta, non desiderata, che però lascia intravedere riflessi degli altri che non si conoscevano.

Quando si è in tanti nella stessa casa è inevitabile che le parole, gli sguardi, le azioni, a volte anche i pensieri si mischino e vengano condivisi. Ecco, forse è questa la parola: condivisione. Non solo dello spazio, ma anche e soprattutto di questo tempo così strano, che costringe tutti a fermarsi.

 

C’è Papà, che si scopre parte di una quotidianità così nuova eppure intuita da sempre.
C’è Mamma, capace di estrarre il meglio da ogni giornata, anche da quelle, come queste, che sembrano inutili, destinate a scivolare imprimendo un’ombra scura nella memoria.
C’è Anna, che sospira la compagnia degli amici senza però sottovalutare l’importanza di queste ore così fuori dal comune e cercando di ritrovare un senso che sembra essere andato perduto.
C’è Ludovico, che non ha perso il sorriso e affronta quest’ennesimo imprevisto con la positività che non può perdere.

C’è Carlo, che è spaventato ma non lo dà a vedere, e segue il fratello maggiore, compagno di ogni esperienza, con adorazione e desiderio di confronto.
E poi c’è Silvia, che forse è troppo piccola per comprendere il vero significato di quella che per lei è una vacanza inaspettata e gradita, e che gioisce della compagnia ininterrotta dei fratelli.

C’è una famiglia che da tanto tempo non trascorreva giornate come queste, giornate vuote solo in apparenza ma in cui, forse, è possibile scoprirsi più vicini di quanto non si sarebbe creduto.

 

Ultimi articoli

Leggi con noi

Micrologo

Tutte le mattine mi siedo al mio tavolo di lavoro, lo studio si trova all’ultimo piano e dalle alte finestre, oltre al cielo e alla chioma degli alberi, si vede un elegante edificio arricchito da un bugnato liscio che confina con un’anonima facciata cieca. 

leggi tutto

Il colore del vento

Tutte le mattine mi siedo al mio tavolo di lavoro, lo studio si trova all’ultimo piano e dalle alte finestre, oltre al cielo e alla chioma degli alberi, si vede un elegante edificio arricchito da un bugnato liscio che confina con un’anonima facciata cieca. 

leggi tutto

Seguici

Aiutaci a spargere la voce... Aiutaci a condividere quest'idea...
Aiutaci ad accendere altre finestre.

News

Iscriviti alla nostra newsletter

Ti terremo aggiornato su racconti e novità non perdertela !

Pin It on Pinterest

Share This