Quello che ho scoperto

In questi giorni difficili ai tempi del coronavirus credo di aver capito il paradosso delle nostre esistenze e della nostra società. Vorrei condividere le mie riflessioni con tutte quelle persone che ho incontrato ma su cui non mi sono mai fermato a riflettere per via della mancanza di tempo, d’impegno, di altruismo o di vera quotidianità e familiarità.
Durante questi giorni, per la prima volta ho riflettuto sul senso della vita vera, fatta di un abbraccio sincero e spontaneo, un “ ti amo “ sentito con il cuore, e non frettoloso dettato dalle esigenze del tempo.
Ho imparato che abbiamo costruito edifici più alti ma temperamenti più corti, strade più larghe ma punti di vista più ristretti. Abbiamo case più grandi ma famiglie più piccole; più comodità ma meno tempo; più lauree e meno buon senso; più specialisti ma più problemi; più medicine ma meno benessere. Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà ma ridotto i nostri valori. Abbiamo voluto raggiungere la luna e ne siamo tornati.

In questi giorni mi sento così, catapultato improvvisamente sulla Terra dalla luna, in un mondo che vedo estraneo e non più mio.
Ho compreso che nelle mie giornate ridevo troppo poco, tacevo quando non era opportuno e parlavo in maniera incauta quando ero troppo arrabbiato; mio malgrado ho amato troppo poco, o meglio ho amato a modo mio; convinto che il mio modo di amare fosse l’unico modo di esprimere i sentimenti, a volte dimenticando che l’amore è innanzitutto impegno, dedizione e apertura estrema verso l’altro.
Riflettendo nel profondo, in questi 36 anni ho imparato a esistere, ma non a vivere. Il tempo ha aggiunto anni alla mia vita ma non un senso ai miei anni.
Ho scoperto che l’umanità ha conquistato lo spazio esterno ma non quello interiore; abbiamo fatto le cose più eclatanti ma non necessariamente le migliori. Abbiamo conquistato la scienza ma non le nostre opinioni, scriviamo di più ma impariamo di meno, progettiamo senza sosta ma raramente completiamo.
Per la prima volta ho imparato il valore dell’attesa, sino ad ora non mi ero mai fermato, anzi mi affrettavo sempre di più.
Spero che anche chi legge, come me, oggi più che mai, abbia imparato il valore del tempo, il valore di un abbraccio caloroso dato ai propri cari, perché come me ha compreso che la vita non è eterna e chi davvero condivide con lui gli attimi, i giorni, gli anni, migliori.
Un bacio e un abbraccio possono sanare una ferita: è importante stringere le mani e conservare ogni istante nell’anima, dare tempo all’amore, alla comunicazione autentica e non perdere mai la speranza.

 

Adel Ali Ehab

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