Illustrazione realizzata da Silvia Bettini

Apr 27, 2020 | 0 commenti

Riscoperta

Da bambina trascorrevo lunghe ore leggendo, perdendomi tra le pagine di romanzi lunghi o brevi, senza curarmi del tempo che scorreva o dei compiti da fare. Nel silenzio della mia camera, incontravo principi, funzionari, avventurieri, streghe, mostri orrendi e creature fatate. A volte, aprivo il libro nel pomeriggio e riemergevo dalla lettura solo a tarda serata, quando mia mamma mi chiamava per la cena. Ero incantata dalle parole: se ci si pensa, leggere significa decifrare dei segni neri su della carta e tradurli in immagini nella propria mente. Esiste qualcos’altro di così simile alla magia, capace di farci viaggiare così realisticamente nel tempo e nello spazio?

Crescendo, però, gli impegni hanno sottratto sempre più tempo a quello che una volta era il mio passatempo preferito, fino a non riuscire a dedicare alla lettura che pochi istanti prima di addormentarmi. Stanca e desiderosa di riposo, ho dimenticato perché amassi così tanto leggere: non ricordavo più i mondi fantastici visitati da bambina, e la lettura era solo l’ennesimo ostacolo che si interponeva tra me e il cuscino. 

In quarantena, però, il tempo da occupare è tanto e in casa, facendo ordine, ho ritrovato alcuni vecchi libri letti anni fa. Incuriosita, ne ho lette le prime pagine, ed è stato come ritornare ad avere dieci anni, quando leggevo al buio, tenendo una torcia sotto le coperte per non farmi scoprire dai miei genitori ancora sveglia. Ho trascorso i giorni seguenti rileggendo le pagine che da bambina mi avevano fatto sognare, ritrovando una passione che avevo perso. 

La quarantena ci ha tolto molte cose, ma forse può essere occasione per tornare a scoprirne (o riscoprirne) altre.

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