Rovesciata

Mi sono sentita dire un miliardo di volte “devi stare bene con te stessa, per stare bene con gli altri”. Ho una casa mia, un lavoro, la mia indipendenza. Ho un mio mondo interiore che esprimo scrivendo poesie. Eppure è come se non riuscissi mai a stare bene da sola. Ogni solitudine è un’attesa, una ricerca di qualcosa che la riempia, almeno fino ad ora. In questo momento così particolare, mi trovo obbligata a stare sola con me stessa e scopro che non è poi così terribile.
Dalla mia finestra scorgo una pianta rovesciata sul balcone dei vicini. Nessuno la raccoglie perché loro se ne sono andati. La pianta resiste anche se rovesciata e così mi sembra la mia vita adesso: rovesciata ma ancora ben radicata a robuste radici. Ma soprattutto mi sento una radice robusta a cui possono appoggiarsi gli altri: la mia famiglia, i miei amici, le persone che sono entrate nella mia vita durante i miei viaggi e le mie esperienze.

Non è facile pensare a quello che sta succedendo. La cosa che più mi manca, in assoluto, è viaggiare. Ma posso ancora viaggiare attraverso le parole. Sto scrivendo poesie su tutti i luoghi che ho visitato e che mi hanno lasciato un ricordo indelebile: Berlino, New York, Londra, Roma e altre città. Posso permettermi di viaggiare anche attraverso i piatti che cucino e i film che guardo. Mi scopro più capace di cavarmela di quanto pensassi. Sono più propensa a cercare gli altri per offrire il mio sostegno e non solo per chiedere il loro. Penso che sto davvero imparando a stare bene con me stessa.

Racconto scritto da Anna Do Amaral

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