Illustrazione realizzata da Elisa Ansuini

Mag 17, 2020 | 0 commenti

Sollievo

Quale sensazione ho provato per la quarantena? Inizialmente sollievo. Da settembre la mia vita non è più la mia vita: ho rischiato di perdere mia mamma in un incidente in montagna; ho dovuto rinunciare al lavoro dei miei sogni (a luglio mi sono laureata e sono maestra di scuola dell’infanzia) per occuparmi di lei; mi sono fatta carico di responsabilità enormi. Arrivata la quarantena ho pensato ‘Grazie’. Adesso ho tempo per me, per stare con la mia famiglia. Per riprendermi. E in modo molto egoistico ho pensato ‘adesso qualcun altro capirà cosa significhi la parola SACRIFICIO’. Vivo la quarantena riscoprendo tutte le cose che mi fanno stare bene: leggere, dipingere, respirare, guardare un film con i miei, ritrovarmi a ridere con mio fratello fino alle lacrime, coccolare i gatti nel letto appena sveglia. Mi mancano le passeggiate con la mia migliore amica, i concerti passati a ballare e cantare abbracciata a lei, il bacio sulla fronte di mia nonna. Non scorderò mai la chiacchierata di 3 minuti che abbiamo avuto attraverso il vetro della finestra: lei ha 87 anni; le ho lasciato il pasticcio davanti casa poi ci siamo spostate alla finestra del salotto, lei dentro, io fuori. Una mano sul vetro per dirci che ci vogliamo bene.

La più grande paura è quella di uscire da questa situazione come ci sono entrata. Ho paura di perdere di vista quella che sono stata, quella che sono diventata e quella che vorrei essere. Quando tutto sarà finito vorrei potermi guardare indietro e vedermi più forte, sicura di me e fiduciosa. Vorrei uscire da qui con il coraggio di donarmi veramente e completamente agli altri rispettando sempre me stessa.

Racconto di Camilla

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