Illustrazione realizzata da Cristina Paleari

Apr 30, 2020 | 0 commenti

Sull’altalena

La quarantena? E’ come essere su una grande altalena. 

Si cercano gli altri, gli amici, quelli su cui sai di poter contare e che vedono il mondo con i tuoi stessi occhi: questa è la spinta alla mia altalena. Questa spinta è necessaria per poter stare il più possibile in alto, nel punto dove il nostro sguardo riesce a scorgere quei momenti spensierati e sereni così radi in questi giorni. Da lì però velocemente si torna verso il basso, dove è più facile lasciarsi prendere dallo sconforto e dall’ansia. 

Nei  momenti in cui si è in alto, però, la sensazione è quella di avere la forza per fare tutto, anche ciò che avevamo sempre rimandato a ‘quando avremmo avuto più tempo’. Durante uno di quei momenti ho creato una playlist per queste giornate, ‘SweetQuarantine’, perché i momenti dolci in queste settimane sono comunque molti e sono quelli che spero rimangano impressi il più possibile.

E’ dolce vedere i bambini delle mie due classi in videochiamata. Sono una maestra della scuola primaria e il mio primo anno di lavoro è come se si fosse fermato a metà, all’improvviso quando meno me lo aspettavo. In questi giorni è dolce vedere gli sguardi di quei bambini che si emozionano e sorridono nel rivedere i compagni e le maestre. Le loro voci timide, il loro sentirsi inadeguati dietro ad uno schermo e il loro desiderio di tornare a sedersi su quella sedia che solo due mesi fa sembrava troppo scomoda. E’ dolce sentire il loro spontaneo ‘mi mancate’ e le loro voci rassegnate a tutto questo nonostante il  bisogno di correre in un prato e gustare la primavera tanto nominata nelle poesie imparate a memoria. 

E’ dolce ritrovarsi con gli amici in videochiamate che durano ore, sperando di poter colmare così la nostalgia degli incontri, di quegli aperitivi improvvisati o di quelle serate di cui spesso ero stufa perché sembravano troppo ripetitivi. Mettersi d’accordo quindi sull’orario in cui vedersi, scegliere la piattaforma da utilizzare, inviare il link e poi chiacchierare riguardo alle nostre nuove routine che ormai sembrano quasi la vita di sempre. 

E’ dolce mangiare insieme la domenica in famiglia, con i nonni che sperimentano per la prima volta nella loro vita Skype e con le cugine che mangiano gli stessi piatti che mangiamo noi perché cucinati dalla nonna la mattina stessa. Tentiamo così di colmare con uno schermo quella mancanza troppo grande da accettare altrimenti. E’ dolce provare a non interromperci tra un microfono e l’altro quando parliamo e sorriderci, perché almeno possiamo vederci e renderci conto che alla fine le cose tra noi sono sempre le stesse.  

E’ dolce leggere quei libri che le amiche mi avevano regalato e che erano rimasti sul comodino in attesa del famoso ‘quando avrò tempo li leggerò’. E’ dolce, leggendoli, scoprire perché hanno scelto proprio quel libro ed essere felice del fatto che abbiano pensato proprio a me quando me lo hanno regalato. 

E’ dolce riguardare le vecchie foto e sentirsi fortunata pensando a chi c’è ancora dopo tanti anni. 

E’ dolce riscoprire quanto spesso anche cantare una canzone a gran voce ci faccia stare meglio, soprattutto se la voce usata quando canto è quella che viene dal diaframma che una brava maestra deve imparare ad usare. 

E’ dolce usare quella cyclette inutilizzata per mesi e arrivare addirittura a fare i turni in casa per usarla. 

E’ dolce scrivere lettere e lasciarle pronte per essere inviate sulla scrivania. Sono loro a ricordarmi che presto potrò uscire per andare a comprare i francobolli e strappare un sorriso a chi le troverà nella casella della posta un po’ incredulo. 

E’ dolce aspettare l’ora per poter uscire sul balcone quando arriva il sole nel pomeriggio e trovare modi per schiarire i capelli come se fossi al mare.

E’ dolce divertirsi in famiglia nonostante le difficoltà dello stare tutti insieme. Imparare ad essere sempre più pazienti verso l’altro, sentirsi liberi di mostrare quelle fragilità che spesso teniamo nascoste e riscoprire che la vera felicità sta nel NOI e non nell’IO.

E’ dolce sentire il cuore vicino, nonostante tutto, a chi sai che sta vivendo questo periodo esattamente come te, con la stessa profondità e consapevolezza e per questo riuscire a sentirsi ancora più uniti nonostante le distanze, che dopo quaranta giorni iniziano a pesare.

E’ dolce chiudere gli occhi e pensare a tutto questo. 

Ed è ancora più dolce farlo con lo sguardo alla finestra gustandomi la sensazione di essere nel momento in cui la mia altalena della quarantena è nel punto più in alto, senza pensare per un attimo che tra poco tornerà giù.

Racconto di Benedetta

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