Illustrazione realizzata da Luca Di Bartolomeo

Mag 15, 2020 | 0 commenti

Una festa senza abbracci

La quarantena è iniziata prima. Prima di restare bloccati in casa. Prima di tendere le orecchie per origliare il mondo attraverso i tetti, perché qui le finestre si affacciano solo su un giardino deserto. Un giardino che non è nostro ma di un altro condominio, e gli studenti se ne sono andati non appena l’università ha chiuso. 

Fortuna che almeno c’è il terrazzo con le piante; mettere le mani nella terra è come infilarle nel caos dei pensieri. Al sole.

No, la quarantena è iniziata quando, a gennaio, io e il mio compagno ci siamo detti: forse è meglio aspettare. È meglio aspettare a prenotare il viaggio di nozze, a contattare il fioraio. Stiamo a vedere.

E abbiamo anche chiamato, per dire a tutti che, insomma, lo sposo mica poteva mandare il bacio alla sposa a due metri di distanza. E che una festa senza abbracci non ci sembrava poi tanto una festa.

I fiori sbocciano, in terrazzo.

La gatta si stende al sole.

Le campane suonano.

Noi ascoltiamo, tenendoci per mano.

Racconto di Giulia 

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